La Francia all’avanguardia nelle normative statali sugli eSports

Quello degli eSports è un mercato in fortissima crescita. Questa ascesa però pone dei problemi di non poco conto, come ad esempio la quasi totale assenza di un ombrello giuridico dedicato alla loro regolamentazione. Servono infatti norme chiare e coerenti per definire questioni relative all’organizzazione dei tornei, al doping, alle sponsorizzazioni, agli accordi di trasmissione e agli ingaggi degli atleti (spesso minorenni). Non solo: è necessario un quadro sanzionatorio concreto, realmente capace di dissuadere da comportamenti che violino le regole stabilite. Prima di tutto, però, c’è una cosa da fare: riconoscere agli eSports autonomia e dignità. E questo può avvenire con un intervento statale, come sta accadendo in Francia.
n Francia il gaming competitivo è al centro del programma di governo per favorire nuovi investimenti e la digitalizzazione del paese.

n Francia il gaming competitivo è al centro del programma di governo per favorire nuovi investimenti e la digitalizzazione del paese.

LO SCOPO DELLA NORMATIVA – I nostri cugini d’Oltralpe sono tra i primi a implementare un quadro legale che disciplina l’organizzazione e la partecipazione alle competizioni dedicate agli eSports. In precedenza questa tipologia di eventi veniva fatta ricadere nell’alveo della normativa sul gioco d’azzardo. Oggi, invece, il gaming competitivo trova espressa disciplina negli articoli 101 e 102 della Legge del 7 ottobre 2016. Per attuarla, il Primo Ministro ha emanato due decreti: uno che regola l’organizzazione degli eventi (Decreto 871), l’altro invece disciplina lo status di giocatori professionisti di videogiochi competitivi retribuiti (Decreto 872). Lo scopo è semplice: sviluppare un ambiente fertile per l’organizzazione delle competizioni e la nascita di squadre di caratura internazionale, attirando investimenti e nuove opportunità di crescita economica. Questo, secondo il Parlamento, deve passare attraverso una protezione legale che possa tutelare tutti gli attori di questo mercato in crescita. Il Parlamento si è mosso attraverso precise direttive: consentire un corretto svolgimento delle competizioni; evitare abusi e frodi e proteggere i giocatori. Ecco alcuni passaggi che potrebbero esser presi a esempio.
Il Decreto 871 prevede che gli eventi eSports non rientrino più nel gioco d'azzardo, come accadeva un tempo.

Il Decreto 871 prevede che gli eventi eSports non rientrino più nel gioco d’azzardo, come accadeva un tempo.

L’ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI – Il Decreto 871 si rivolge agli organizzatori e a coloro che partecipano alle competizioni. Anzitutto, le competizioni possono essere organizzate solo a patto che le quote di partecipazione totali raccolte dai giocatori non superino i costi totali di organizzazione. La volontà di organizzare un evento di eSports, inoltre, deve essere prima dichiarata al Service du ministère de l’intérieur Chargé des Courses et Jeux. Il decreto 871, inoltre, mira a tutelare i giocatori più giovani d’età. Gli eventi che offrono premi in denaro sono severamente vietati ai minori di 12 anni. La partecipazione di minori di 18 anni è poi sempre vincolata all’autorizzazione dei genitori o dei loro rappresentanti legali. Infine, solo una parte della retribuzione percepita da questi soggetti può essere lasciata a disposizione dei genitori. L’importo residuo, che costituisce il “risparmio” viene versato in un fondo dedicato, vincolato fino al raggiungimento della maggiore età del giocatore.
Oltralpe si sta creando un ambiente fertile per la crescita di squadre di caratura internazionale, come i Vitality in cui milita il nostro Jiizuké.

Oltralpe si sta creando un ambiente fertile per la crescita di squadre di caratura internazionale, come i Vitality in cui milita il nostro Jiizuké.

LO STATUS GIURIDICO DI ‘PRO PLAYER’ – Il secondo Decreto, invece, riguarda la tutela dei giocatori. Il testo definisce le condizioni che le organizzazioni devono rispettare per mettere sotto contratto i giocatori professionisti. Per poter ingaggiare un giocatore, le organizzazioni e le associazioni dilettantistiche devono esser autorizzate dal Ministro per gli affari digitali. Un’autorità governativa si assume il compito di vigilare su molteplici aspetti, come l’idoneità fisica e mentale, le ore trascorse davanti a uno schermo e così via, senza trascurare le relative misure di prevenzione da qualunque eccesso. L’obiettivo, insomma, è quello di tenere sotto controllo le condizioni di impiego dei ragazzi. In materia di sicurezza e salute, i giocatori sono protetti dal Codice del Lavoro. Il datore di lavoro deve ovviamente garantire la parità di trattamento nella preparazione e nella formazione di tutti i giocatori posti sotto contratto. In Francia è previsto che si possano assumere i minori di 16 anni, a condizione che la società abbia ricevuto una specifica autorizzazione dalla Commissione des enfants du spectacle. La normativa francese, insomma, appare non solo all’avanguardia ma anche ricca di spunti e prospettive interessanti per per il futuro degli eSports. Si spera non solo destinata a rimanere entro i loro confini.

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Source: E-sports

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