Recensione Evil Bank Manager

Con un nome del genere, cosa mai potrà essere Evil Bank Manager se non un gestionale bancario? Trattasi di un titolo prodotto da Hamsters Production e pubblicato su Steam pochi giorni fa, dopo un breve periodo di early access. Il gioco, ci metterà nei panni di un banchiere del XVI secolo intenzionato aconquistare il mondo diventando la prima banca mondiale dal potere indiscusso. A ostacolarci lungo il nostro cammino vi saranno numerose compagnie rivali e le guerre di un universo belligerante, che potremo sfruttare a nostro favore per fare grossi affari o mandare in rovina quelli altrui. Sarà dunque proposto uno scenario storico in cui la pecunia detterà leggi ferree, come dimostra il primo trailer dedicato al software.

Prima di analizzare il gameplay, iniziamo con una nota di demerito riguardante la localizzazione italiana, molto goffa e letteraria, la stessa che si potrebbe ottenere traducendo da Google Traduttore. Iniziando una partita si potrà scegliere una delle otto regioni di partenza ove fondare la nostra capitale bancaria: ognuna di esse ci offrirà bonus minori, che però non diversificheranno troppo a livello strategico la nostra scelta. Ottima è invece la presenza di brani musicali e stili artistici che varieranno a seconda della civiltà: essi doneranno un’atmosfera più rilassante e piacevole alle ore che ci attendono. Dopo aver scelto il Paese, ci troveremo in un preciso punto della mappa mondiale, veramente grande e che comprenderà le zone europee sino a arrivare nell’estremo Oriente. Dovremo fare molta attenzione alle mosse delle nazioni vicine, in quanto queste potranno costituire una fonte di guadagno o di pericolo, a seconda della situazione. La vastità del mondo di gioco è immensa, e basterà allargare la visuale dalla mappa per rendersene conto.

Ad accoglierci ci sarà la nostra consiglierà, che farà partire il primo e unico tutorial atto a spiegare solo alcune delle meccaniche presenti.

Iniziando una nuova partita verremo prima introdotti alla gestione della nostra piccola capitale finanziaria: vi sarà una schermata comprendente numerosi edifici dedicati alle possibili operazioni da svolgere nel corso della sessione. Ad accoglierci ci sarà la nostra consiglierà, che farà partire il primo e unico tutorial atto a spiegare solo alcune delle meccaniche presenti. Verremo dunque introdotti ai manager da collocare nella sezione investimenti, crediti, diplomazia e sicurezza, così da iniziare ad aumentare i nostri vari punteggi e cominciare con una piccola attività remunerativa. Spostarsi all’interno della capitale è abbastanza intuitivo, ma diventerà qualcosa di noioso e ridondante col tempo, dato che non vi saranno mai migliorie grafiche col procedere del progresso e dell’anno di gioco. Sembra tutto semplice, ma basterà andare a curiosare un po’ tra i comandi disponibili per accorgersi del primo grande difetto del titolo.

La mappa di gioco è veramente grande: ogni tassello colorato rappresenta un terreno sfruttabile.

Inutile dire come i primi playthrough risulteranno abbastanza inconcludenti, dovendo spendere tempo prezioso nel tentare di capire il significato dei numerosi pulsanti e funzioni. Parlando di turni, invece, ve ne saranno 300, raggiunti i quali la partita finirà in quanto il nostro personaggio morirà di vecchiaia. Per raggiungere la vittoria vi sono tre modi diversi, ma tutti quanti prevedono comunque l’accumulo di una ingente quantità di denaro. Il primo prevede l’acquisto di azioni del FMI (Fondo Monetario Internazionale, realmente esistente), che saranno messe all’asta ogni 10 di turni di gioco, consentendo a chi ne avrà almeno il 51% di vincere. Il secondo iter riguarda invece l’impiego di risorse economiche e materiali per costruire una zecca capace di stampare denaro per tutto il mondo. L’ultimo metodo, aggiunto da poco, è quello di mandare in bancarotta tutti i nostri rivali tramite manovre di sabotaggio da parte delle nostre unità politiche. In un titolo come questo bisogna dunque domandarci: come si guadagnano soldi?

La merce sarà ottenibile acquistando terreni di lavorazione che alimenteranno i nostri magazzini col passare del tempo e che potranno essere rivenduti a loro volta quando il loro prezzo sarà aumentato.

Il principale mezzo di arricchimento sarà il vendere i propri beni, siano essi prodotti lavorati o materie prime. La merce sarà ottenibile acquistando terreni di lavorazione che alimenteranno i nostri magazzini col passare del tempo e che potranno essere rivenduti a loro volta quando il loro prezzo sarà aumentato. Un’altra opzione, più rischiosa, è quella di donare prestiti a cittadini, enti privati o persino a banche rivali, con il pericolo che questi si rifiutino di pagare gli interessi, obbligando dunque l’intervento delle forze armate. La violenza è infatti il pane quotidiano nell’universo di Evil Bank Manager, ed essa assume un ruolo molto importante nel far girare l’economia mondiale. È chiaro come elementi della geopolitica si siano mischiati a quelli della economia per rendere il mondo reattivo e in qualche modo “realistico”. Avremo l’opzione di schierarci dalla parte di una o più fazioni in battaglia, donando loro oro e armi così da farceli alleati e nemici.

La schermata di gioco sulla nostra capitale: è qui che passeremo la maggior parte del tempo ad amministrare le risorse.

Ottenendo la fiducia delle nazioni sarà infatti possibile scatenare eventi bellici, così da modellare i confini politici secondo le nostre esigenze, preferibilmente ai danni delle banche sopra di noi. Attenzione però a tenere conto di tutte le battaglie che si consumeranno nella mappa, perché è presente una lista che si aggiorna in tempo reale, anche se risulta essere veramente poco pratica e talvolta buggata o messa in secondo piano. Questo rende l’idea di un’espansione rapida meno allettante, in quanto è vero che si potranno avere più terreni, ma si dovrà anche tener conto di tutti i possibili nemici vicini armati. In questo mondo caotico viene meno una delle premesse del titolo, ovvero quella di rappresentare uno scenario storico mondiale del ‘500. Di reale il gioco ha veramente poco o nulla: non vi sono eventi che ricorrono durante il gameplay né particolari personaggi o momenti degni di nota. Si arriverà alle fasi centrali della partita con la sensazione di ripetersi, dato che con tutta probabilità non si farà altro che premere a raffica i pulsanti di creazioni armi e di vendita beni, neanche fosse un click game come Cookie Clicker. Si sente dunque la mancanza di un automatismo in grado di gestire queste frivolezze per conto del giocatore.

In conclusione, si può percepire la dedizione dei developer nella realizzazione di un gioco che offre comunque un discreto quantitativo di ore divertenti. Purtroppo però Evil Bank Manager presenta dei difetti che ne minano il potenziale latente e il fattore rigiocabilità. Vi è però da rimarcare l’interesse degli sviluppatori nell’ascoltare anche il feedback della community, tant’è che essa stessa può partecipare a livello di idee nella creazione di contenuti sui forum dedicati. Vengono rilasciate patch con costanza, e non è da escludersi che un giorno si possa avere un prodotto veramente interessante.

Recensione Evil Bank Manager
707

7Punteggio totale

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Source: Videogiochi

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