Un lupo mannaro americano a Londra, l’horror atipico di Landis

Anche questo mese studieremo un’opera, che ha segnato in maniera indelebile la cinematografia mondiale. Se a novembre avevamo analizzato lo stile onirico di David Lynch con il suo Velluto Blu, questa volta è il turno di John Landis, sceneggiatore e regista di Un lupo mannaro americano a Londra. Il film, uscito nelle sale nel 1981, è all’apparenza un classico horror, con una serie di stilemi tipici del genere: un mostro da sconfiggere, sangue un po’ ovunque e un andamento drammatico della storia.

I protagonisti, David Kessler (David Naughton) e Jack Goodman (Griffin Dunne), sono due studenti americani, intenti a esplorare l’Inghilterra del Nord. La loro felice permanenza viene bruscamente interrotta dall’arrivo di un lupo mannaro, che uccide brutalmente Jack, e ferisce David, soccorso immediatamente dagli abitanti del luogo e portato in ospedale, a Londra. Da questo momento in poi, il giovane viene perseguitato da visioni dell’amico morto, che lo avvisa della sua metamorfosi imminente, e da atroci incubi. Descritta in questo modo, la trama sembra piuttosto classica e non particolarmente originale, ma una caratteristica che la rende geniale e fuori dagli schemi, è la presenza di un umorismo nero, tagliente ed esilarante.

Un altro punto di forza di questo lungometraggio è la colonna sonora, coerente con le dinamiche che vediamo su schermo.

Andando più nel dettaglio, non si parla solamente di battute che stemperano il ritmo della narrazione, ma anche di alcune situazioni surreali che fanno scappare più di una risata. Questa tra l’altro è una nota stilistica del filmaker stesso, che aveva espresso perfettamente con i suoi precedenti lavori The Blues Brothers e Animal House, due intelligentissime commedie ricordate negli anni a venire. Un altro punto di forza di questo lungometraggio è la colonna sonora, coerente con le dinamiche che vediamo su schermo. Tutti brani, infatti, hanno come titolo e contenuto la luna: sono degli esempi Bad Moon Rising degli storici Creedence Clearwater Revival e Blue Moon di Bobby Vinton. Il risultato finale è di grande impatto perché tutte le tracce, parlando di un unico argomento, sono tutte in perfetta continuità l’una con l’altra, rendendo estremamente fluido il passaggio tra un artista e quello successivo.

Un lupo mannaro americano a Londra

I due eroi mentre sono braccati dalla creatura nella brughiera.

L’aspetto veramente importante, che rende la pellicola un pietra miliare dell’intrattenimento, è il design delle creature presenti, che non si limitano alla sola apparizione del licantropo. L’aspetto di questi mostri è stato curato da un leggendario make-up artist di Hollywood Rick Baker, che grazie al suo incredibile lavoro per quest’opera, riuscì ad aggiudicarsi un Oscar per miglior trucco. La maniacale cura per i dettagli è piuttosto evidente e si nota quanto impegno e pazienza sono stati impiegati per realizzare make up assolutamente all’avanguardia per l’epoca, tanto da apparire quasi anacronistici con l’ambientazione generale. La prima volta che si vede la trasformazione di David in bestia, infatti, si ha l’impressione che tutto il girato sia digitalizzato, ma l’aspetto estetico è interamente costruito manualmente, e questo è davvero stupefacente.

Nel caso di questo film, stiamo parlando di una realizzazione molto particolare e, per certi versi, estremamente originale, anche paragonandolo alle uscite di oggi.

Un lupo mannaro americano a Londra è tra i lungometraggi più iconici degli anni ’80, e sicuramente tra i più famosi di John Landis. Sfortunatamente questo regista non ha mai avuto effettivamente il riconoscimento giusto tra gli spettatori, ed è vero peccato, perché è un autore davvero notevole e interessante per i suoi prodotti. Nel caso di questo film, stiamo parlando di una realizzazione molto particolare e, per certi versi, estremamente originale, anche paragonandolo alle uscite di oggi. È difficile trovare, di questi tempi, un horror che abbia una componente umoristica così signicativa, perlomeno una comicità così ben studiata e articolata, e non la demenzialità che è riscontrabile in Scary Movie. Questo è anche merito di una sceneggiatura semplice, non troppo articolata, ma efficace e funzionale al punto giusto, in grado di dare un preciso ritmo alle varie scene.

Un lupo mannaro americano a Londra

La trasformazione è quasi ultimata…

Il consiglio è quello di recuperare assolutamente questa perla, tra gli scaffali delle oramai rare videoteche o su Amazon, e di vederlo prima da soli e, in una seconda visione, in compagnia di amici. Immediatamente salterà all’occhio la modernità di alcune scelte registiche o anche il concept del film, che richiama moltissimo l’atmosfera del video musicale di Thriller di Michael Jackson, il quale ha infatti contattato l’artista per dirigerlo. E molto probabilmente, se arriverete al finale, sarete colti da un senso di vuoto che potrete colmare con la restante filmografia dell’autore, tra le menti più brillanti dell’industria cinematografica attuale.

 

 

The post Un lupo mannaro americano a Londra, l’horror atipico di Landis appeared first on VIGAMUS Magazine - Il Magazine sul mondo dei Videogiochi.

Source: Videogiochi
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: