[GameRome 2018] David Cage dà lezioni sull’interactive storytelling

Il GameRome 2018 è stato inaugurato da un ospite d’eccezione: David Cage. Per far capire lo spessore della persona, basta citare alcune opere del calibro di Heavy Rain o Detroit: Become Human, e proprio quest’ultimo titolo è stato al centro dello speech d’apertura. Le scelte sono da sempre il punto cardine dei titoli prodotti da Quantic Dream, ma sono altrettanto importanti quando si tratta della vita reale. Ogni opzione che ci troviamo davanti, nel bene o nel male influenzerà gli eventi successivi: è proprio questo il punto focale della lezione. Le scelte cambiano il corso dei videogiochi, ma tutti i giorni noi stessi prendiamo decisioni in grado di stravolgere completamente il futuro. L’interactive storytelling non è altro che una simulazione di vita.

Non solo videogiochi: anche nella vita di tutti i giorni facciamo delle scelte importanti.

Abbiamo iniziato subito con qualche numero riguardo all’ultima opera di Cage, per far comprendere tutto l’impegno che c’è dietro alla creazione di un’opera come Detroit: Become Human. Lo sviluppo in sé è durato quattro anni, due dei quali passati a pensare alla sceneggiatura: parliamo di oltre 30 ore di gioco e un copione di 4000 pagine. Nel corso della lezione abbiamo anche potuto vedere con i nostri occhi tutti gli intrecci narrativi presenti nel titolo e siamo rimasti impressionati dalla complessità di come essi si intreccino in base alle nostre scelte. Questa stessa libertà però, gli è valsa anche qualche recensione negativa da parte della stampa (e non dai giocatori), che ha visto una spettacolarizzazione di argomenti delicati. A detta di David Cage, invece, il trattare certe tematiche significa immedesimarsi nella situazione e comprendere cosa significa trovarsi in certe circostanze. Dopotutto per la realizzazione di Detroit: Become Human si è ispirato a Mandela, Gandhi, Malcom X e Martin Luther King.

Ecco tutte le ramificazioni di Detroit: Become Human.

A rendere complicata la realizzazione di titoli del genere, c’è il continuo intrecciarsi di filoni narrativi: a detta dello stesso David Cage c’è la necessità di dover mantenere la qualità della storyline sempre alta. Non deve esserci una trama principale, ben realizzata, e una secondaria, scritta in maniera approssimativa: tutte quante devono essere ugualmente interessanti e riuscire a emozionare l’utente allo stesso modo. Ciò che rende l’interactive storytelling difficile, è proprio il bisogno di avere più intrecci, di qualità, in grado di adattarsi alle scelte dell’utente, anche se casuali. La storia non deve essereper ma con il giocatore. Vale a dire che dunque il player non è solo uno spettatore in balia della trama ma anzi, è una parte complementare della sceneggiatura, che egli stesso può influenzare. Quando si parla di game design, questo è un aspetto fondamentale: è come parlare di una moto da corsa, mai completa finché non c’è il pilota che diventa parte integrante del veicolo. Allo stesso modo un videogioco basato sulla narrativa, e sulle possibilità di scelta, funziona quando c’è l’utente che valuta la situazione e incide attivamente sulla trama.

Tomonobu Itagaki ufficializza l’ingresso di David Cage nella Hall of Fame del GameRome.

Le scelte non devono essere facili, del tipo “bene o male?”: sarebbe troppo riduttivo. David Cage ha svelato che fra il bianco e il nero ci sono tantissime sfumature di grigio che vanno sfruttate per mettere in dubbio la propria moralità. Cosa decide di fare l’utente deve avere ripercussioni ben visibili, e a volte può significare che le azioni possono portare anche alla morte di qualche personaggio: di conseguenza, anche i character non devono essere piatti ma anzi, devono avere uno spessore perché l’eventuale dipartita di uno di essi deve colpire nel profondo.

Vi ricordiamo la nostra intervista a David Cage, che trovate qui, in cui ci ha rivelato qualcosa in più sul suo lavoro inerente a Detroit: Become Human. Per essere costantemente aggiornati sul mondo dei videogiochi, del cinema e delle serie tv, rimanete sintonizzati su VMAG.

 

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Source: Videogiochi
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