Recensione Sony PlayStation Classic: gameplay, teardown e nostalgia

Sony PlayStation Classic è una nuova console da casa progettata per far girare 20 giochi usciti tra il 1995 e il 2000 su PlayStation. Il suo telaio è una riproduzione di quel modello, soltanto molto più piccolo; anche i due gamepad inclusi in confezione sono copie degli originali. Tuttavia, per questa rivisitazione, Sony ha aggiunto delle comodità: le porte USB sui controller, l’uscita HDMI 720p per il collegamento alla TV, un sistema di salvataggio interno che migliora quella che era la funzione delle Memory Card.

PlayStation Classic costa 99 euro. Sarà disponibile in Italia dal 3 dicembre. È un’operazione nostalgia, un modo per seguire il successo delle console Nintendo Classic Mini, lanciata a ridosso delle festività e, quindi, con le potenzialità del regalo perfetto per i quasi-quarantenni di oggi. Eppure io l’ho trovata divertente, costruita bene, meritevole di attenzioni sia per il software open source che la fa girare, sia per l’hardware scelto.

Merito del gusto è anche nella qualità costruttiva. PlayStation Classic ha plastiche solide ed è rifinita nei dettagli (il logo in rilievo, gli slot per le memory card, lo sportellino sul retro, i piedini in gomma, lo stesso click dei pulsanti, il LED a tre colori). I suoi controller sono anche migliori: feedback preciso dai tasti, cavo spesso da 1.5 metri, finiture lucide e opache, nessuno schricchiolio o torsione. Considerando le dimensioni, e il richiamo di un design che tutti sanno riconoscere, c’è abbastanza per considerarla la migliore, da questo punto di vista, tra tutte le retro-console uscite nell’ultimo anno. Neo Geo Mini sembra più adorabile in foto, ma al tatto perde credibilità


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Source: Hardware
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