Recensione 11-11: Memories Retold

Poco più di un secolo fa la storia umana veniva stravolta dalla Prima Guerra Mondiale, un conflitto che vide scontrarsi fazioni con numeri impressionanti che si è concluso l’11-11-1918 con l’armistizio di Compiègne: Bandai Namco, in collaborazione con Digixart e Aardman, propone una rivisitazione di quanto successo 100 anni fa, da un punto di vista tutt’altro che action. Dietro a questo progetto c’è Yoan Fanise, che nel 2014 ha lavorato a Valiant Hearts: The Great War, che trattava lo stesso tema ed era uscito, casualmente, un secolo dopo l’attentato di Sarajevo che ha dato inizio allo scontro. Alla Gamescom avevamo provato circa 20-30 minuti di 11-11: Memories Retold ma, visto il poco tempo a disposizione, siamo stati catapultati quasi subito sul campo di battaglia, come vi avevamo raccontato qui. Questa volta lo abbiamo potuto giocare nella sua interezza, riempiendo tutti quei buchi narrativi che a Colonia ci hanno fatto arrivare direttamente al momento in cui i protagonisti si sono incontrati.

Al centro della storia abbiamo Harry, un fotografo canadese, e Kurt, ingegnere tedesco. Il primo è innamorato di Julia e decide di seguire il Maggiore Barrett in Francia per poter documentare a suon di scatti l’impegno in guerra, con la speranza di diventare, seppur senza uccidere nessuno, un eroe e far innamorare la ragazza di lui. Kurt invece è un padre che sceglie di partire per il fronte in cerca del figlio Max, facente parte di un battaglione dalle sorti incerte, che cerca di scoprire cosa gli è accaduto, e mettersi il cuore in pace una volta per tutte. Le vicende sul campo di battaglia di Vimy portano i due a incontrarsi e, nonostante le differenze linguistiche, visto che uno parla inglese e l’altro tedesco, riusciranno a comunicare fra loro e, quantomeno, a considerarsi “non nemici”. Nello stesso momento facciamo conoscenza di un uccellino ferito, che seguirà sempre Harry, e un gatto, che invece accompagnerà Kurt. Non aggiungeremo molti altri dettagli rispetto alla trama, ma la storia è un continuo rimbalzare fra i due, che a volte si trovano nella stessa zona, mentre altre sono separati.

A volte vengono aggiunti elementi stealth, come guardie che vanno distratte ed evitate, o piccoli minigiochi che danno un minimo di assortimento in più. 

Quello che salta subito all’occhio di 11-11: Memories Retold è la grafica, decisamente particolare, che pone costantemente l’utente all’interno di un quadro impressionista. Visivamente è di certo piacevole, anche se può nascondere alcune insidie che racconteremo più avanti. Il gameplay è veramente semplice, e spesso molto guidato, forse anche fin troppo, nonostante si tratti di un’avventura narrativa ambientata durante la guerra, non c’è nessuna azione frenetica da svolgere. Nel caso di Harry, per progredire nel gioco bisognerà scattare foto particolari, spesso su richiesta, inquadrando il Maggiore Barrett in qualche posa vittoriosa o un dettaglio ben preciso, mentre per quel che riguarda Kurt si tratta in genere di portare oggetti da un luogo all’altro o aggiustare qualcosa. Di certo non sono questi elementi a emozionare il giocatore, che anzi, a volte troverà un po’ frustrante girare per la mappa e non riuscire a capire esattamente cosa fotografare o quali utensili prendere a causa della grafica. Quando Harry e Kurt condividono lo stesso ambiente è possibile selezionare uno dei due e decidere chi muovere in base alla necessità del momento. Qualche volta fra le opzioni disponibili c’è anche il gatto, capace di muoversi in spazi angusti o saltare sui tetti, mentre l’uccello, che viene impersonato automaticamente, si limita a piccole azioni, come far cadere oggetti dagli alberi, o mostrare gli ambienti dall’alto in una sorta di cutscene con una ripresa aerea. Anche se il gameplay pecca in originalità, sicuramente non è sempre lineare né monotono: seppur non si tratti di niente di eccezionale, a volte vengono aggiunti elementi stealth, come guardie che vanno distratte ed evitate, o piccoli minigiochi che danno un minimo di assortimento in più.

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Come abbiamo detto precedentemente, in 11-11: Memories Retold  è presente una grande componente emozionale. Innanzitutto è un prodotto ambientato durante la guerra ma, paradossalmente, di scontri a fuoco viene mostrato ben poco: sono limitati a poche occasioni e viene posto l’accento sui sentimenti, sia dei due protagonisti che dei soldati al fronte. Quasi tutti i personaggi, difatti, sono interattivi, e possiamo parlare con loro avvicinandoci: la maggior parte di essi è sconsolata e ha nostalgia di casa, rivelando tutta la fragilità di chi vive in trincea. Nel corso dell’avventura potremo dire la nostra sulla trama, grazie all’aiuto del postino che ci dà la possibilità di ricevere lettere per contattare Julia, nel caso di Harry, o la famiglia, per quanto riguarda Kurt. Mentre il primo può comunicare con la ragazza inviandole alcuni scatti, il secondo usa carta e penna per interagire con la moglie Katrin e la figlia Lucie. Saremo noi a decidere quali foto mandare o quali frasi scrivere, e di conseguenza i rapporti subiranno delle variazioni in base alle nostre scelte. Anche il finale dipende dalle nostre azioni, dunque l’epilogo può essere relativamente felice o tragico.

È possibile trovare vari collezionabili: generalmente sono fotografie o documenti strappati in più parti che, una volta ricomposti, diventano delle vere e proprie testimonianze della Grande Guerra.

11-11: Memories Retold non è un videogioco di guerra, come ci siamo accorti fin da subito, ma essendo ambientato fra 1916 e 1918, alcuni riferimenti bellici li incontriamo in-game. Girando per le ambientazioni è possibile trovare vari collezionabili: generalmente sono fotografie o documenti strappati in più parti che, una volta ricomposti, diventano delle vere e proprie testimonianze della Grande Guerra. Vale la pena trovarli tutti, dal momento che si tratta di una storia parallela a quella di Harry e Kurt: esiste una trama in cui i due si incontrano e stringono una sorta di amicizia, ma allo stesso tempo veniamo a conoscenza degli avvenimenti reali che fanno comprendere quanto sia stato devastante combattere in trincea. Ad accompagnare tutte le vicende c’è un comparto audio, decisamente ben realizzato, che risulta coinvolgente e aiuta l’utente a immedesimarsi nelle varie scene. 11-11: Memories Retold, inoltre, può contare su una colonna sonora di tutto rispetto, eseguita dalla British Philharmonia Orchestra, che fa da cornice alle interpretazioni di Elijah Wood (Harry) e Sebastian Koch (Kurt). Il doppiaggio è un misto di inglese e tedesco (ma ci è sembrato di cogliere anche il francese) ma i sottotitoli in italiano rendono comprensibile il tutto, soprattutto i pensieri dei due protagonisti.

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Nonostante tutti gli aspetti positivi, qualche elemento non ci ha lasciati totalmente convinti del titolo. Innanzitutto la grafica painting, sicuramente adatta a un prodotto del genere, è un’arma a doppio taglio. Se da una parte contribuisce a creare l’atmosfera giusta, trasformando praticamente ogni scena un quadro, dall’altra pecca per quel che riguarda i particolari, non rendendo facile l’individuazione di oggetti o persone. Ci siamo trovati più volte a dover cercare qualcuno o qualcosa che avevamo proprio davanti ma, a causa della grafica, non riuscivamo a trovarlo. Abbiamo poi notato un paio di bug, che però non ci hanno reso il completamento del gioco impossibile. Una volta la telecamera è andata sotto la mappa, dandoci qualche difficoltà con l’inquadratura del personaggio, mentre in un altro caso ci è capitato di dover seguire il Maggiore Barrett, raggiungerlo, e vederlo ancora urlare e sbracciarsi, come se fossimo rimasti indietro. Altro elemento non del tutto gradito è che le storie di Harry e Kurt sembravano poter essere più intrecciate fra loro, mentre alla fine vengono risolte in maniera un po’ troppo veloce e sbrigativa, portandoci in relativamente poco tempo da una scena all’altra. Inoltre, dopo aver giocato la demo eravamo certi che l’uccello e il gatto avrebbero avuto un ruolo chiave, ma le loro apparizioni, seppur decisive ai fini della trama, sono abbastanza rare.

11-11: Memories Retold è un titolo che strizza l’occhio a tutti i giocatori che all’action preferiscono le emozioni. Bandai Namco ha colto l’occasione creando un prodotto che racconta le vicende di due persone che sono partite volontariamente per il fronte, ma che fin dall’inizio non avevano intenzione di uccidere nessuno: più volte viene sottolineato come dietro ogni individuo si nasconda un padre, un figlio o un marito, e ancor di più si insiste più sulle perdite che sulle vittorie, come si evince dai dialoghi con i soldati. 11-11: Memories Retold ha il grande pregio di uscire al momento giusto nel posto giusto. Nelle ultime settimane in Italia abbiamo assistito a vari episodi in cui il videogame viene ritenuto un mezzo dispensatore di ignoranza e violenza, ma quello che abbiamo appena recensito è un prodotto che, seppur a livello di gameplay presenti alcuni problemi, potenzialmente ha tutte le carte in regola per dimostrare anche ai più scettici il valore effettivo del medium: abbiamo giocato un titolo ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, e siamo certi di aver imparato qualcosa.

Recensione 11-11: Memories Retold
858.5
8.5Punteggio totale

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Source: VR News
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