Recensione Reigns: Game of Thrones

Il settore mobile è sicuramente uno dei più proficui nel mondo del gaming. Basti pensare che una grande fetta degli utenti che giocano sono principalmente su smartphone e tablet per capire quanto questa branca dell’industria stia crescendo. Quello che ha fatto Nerial è proporre al pubblico un prodotto del tutto fuori dagli schemi, risultato di un esperimento ben riuscito con il primo Reigns, amato da moltissime persone, evolutosi poi in Reigns: Game of Thrones. Siamo a Westeros, pronti a governare sui diversi regni dell’universo de Il Trono di Spade nei panni degli più iconici personaggi. Riuscirete a sopravvivere o verrete sopraffatti dal potere? Scopriamolo insieme nella nostra recensione.

Introduciamo le meccaniche di Reigns: si tratta di un gioco basato principalmente sullo storytelling, in cui le scelte del giocatore, di natura binaria, hanno un enorme impatto sul susseguirsi degli eventi. Sì o no, vita o morte, pace o guerra. L’opera ci mette subito davanti un mazzo che raffigura una storia, dove ogni singola carta ci pone due diverse soluzioni, che possono avere un impatto positivo o negativo sui quattro valori fondamentali per governare. In alto troviamo l’indicatore dell’esercito, della fede, dell’apprezzamento del popolo e del conio. Inutile dire quanto è necessario saper equilibrare perfettamente questi elementi, in quanto la natura delle carte dipenderà costantemente da essi.

L’obiettivo è principalmente quello di governare sul regno relativo al nostro personaggio, tentando di sopravvivere quanto più a lungo possibile.

Vestiremo i panni di Daenerys Targaryen, Jon Snow, Tyrion Lannister, Sansa Stark e molti altri volti iconici della serie di George R. R. Martin. L’obiettivo è principalmente quello di governare sul regno relativo al nostro personaggio, tentando di sopravvivere quanto più a lungo possibile. Inizialmente il peso delle nostre scelte non sembra avere ripercussioni particolarmente pesanti, e non sempre saremo capaci di anticiparne le conseguenze, ma quando ci troveremo sul punto di morte ricorderemo anche la decisione presa all’inizio che ci ha portato sulla forca. I mazzi, in tutto ciò, rappresentano i filoni narrativi. Possiamo considerarli come veri e propri alberi: partiamo dalla punta, ma raggiungiamo radici ogni volta differenti. Le carte che “pescheremo” cambieranno di partita in partita e molto spesso abbiamo la possibilità di scegliere anche tra più di due opzioni, a seconda di come vogliamo proseguire con la storia. A volte sarà possibile decidere di intraprendere dei viaggi per spostarci da un luogo a un altro, come ad esempio dalla Barriera a Grande Inverno. Non potremo scegliere dove, lasciandoci decidere solo se partire o meno, e in quest’ultimo caso ci verrà fornito addirittura un indicatore del percorso con le diverse tappe intermedie il cui avanzamento o meno dipende da noi.

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Graficamente parlando, il titolo riesce a mantenere uno stile artistico che si sposa alla perfezione con il contesto di Reigns. I colori non presentano sfumature e i personaggi sono riprodotti come se fossero dei dipinti. Anche le musiche hanno un ruolo molto importante durante l’esperienza, seppur non siano essenziali: riescono a far percepire meglio la situazione al giocatore, con toni più cupi nelle fasi più delicate come quando, ad esempio, stiamo rischiando di morire. La longevità, d’altro canto, è senza ombra di dubbio il fattore che ci lascerà molte ore incollati allo schermo, in quanto la natura binaria delle scelte e la immane presenza di filoni narrativi estende di molto la durata complessiva.

Reigns: Game of Thrones è un prodotto mirato quasi esclusivamente a quella fascia di utenza che ha già conosciuto l’opera di George R. R. Martin.

Ci è spesso capitato di assistere a dialoghi e riferimenti a stagioni passate della serie televisiva de Il Trono di Spade talmente specifici, da risultare come spoiler per coloro che non hanno avuto occasione di iniziare o approfondire la saga. Anche l’assenza di un vero e proprio tutorial che illustra l’importanza dei quattro valori, gli obiettivi o anche i bonus che potremo ottenere, ci ha lasciati non poco perplessi. Certamente il titolo non ha bisogno di particolari spiegazioni, ma necessita di almeno un ora di gioco per capire ogni aspetto. Tutti questi dettagli ci hanno fatto capire che Reigns: Game of Thrones è un prodotto mirato quasi esclusivamente a quella fascia di utenza che ha già conosciuto l’opera di George R. R. Martin e che quindi sa gli eventi che hanno portato determinati personaggi a raggiungere una specifica situazione.

La struttura del gameplay di Reignsriesce ad entrare in perfetta simbiosi con l’universo de Il Trono di Spade, ed il risultato è un’opera dal grande valore e rigiocabilità, specialmente su smartphone. Attualmente, Reigns: Game of Thrones è disponibile su App Store, Google Play Store e Steam al prezzo di 3,99 euro. Ve lo consigliamo, soprattutto se siete affezionati al brand o alla serie HBO, ma attenzione: questa non è certo una prerogativa per divertirvi a regnare, ma un elemento che vi farà apprezzare ancora di più l’impegno di Nerial e Devolver Digital.

Recensione Reigns: Game of Thrones
8.5Punteggio totale

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Source: VR News
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