Provato Deltarune, il degno successore di Undertale?

Nel 2015 Undertale arrivò come un fulmine a ciel sereno. Questo piccolo RPG dalla grafica minimalista, realizzato interamente da un ragazzo di nome Toby Fox, riuscì a far innamorare milioni di giocatori di tutto il mondo. In breve tempo, grazie a una narrativa originale, personaggi memorabili e una fantastica colonna sonora, questo divenne uno dei titoli indie più famosi e apprezzati di sempre. Nei più di tre anni dall’uscita della sua prima opera, lo sviluppatore statunitense non ha mai dichiarato di essere al lavoro su un nuovo progetto, perciò alcuni hanno cominciato a pensare che, schiacciato dalle enormi aspettative dei fan, avesse deciso di non continuare a sviluppare. Ma non è questo il caso. Tre giorni fa, il nome e l’immagine dell’account Twitter del gioco si sono oscurati, e sono apparsi dei messaggi misteriosi che presagivano un annuncio importante. Nella giornata successiva, sulla stessa pagina social sono stati postati dei link, che permettevano di scaricare un file chiamato SURVEY PROJECT. Tuttavia, una volta installato il programma, ci sono voluti pochi secondi per capire che quello non sarebbe stato un semplice questionario. Quasi a farsi beffa di certe compagnie che, dopo aver mostrato solo un titolo o un breve teaser trailer, aprono i preorder e fanno aspettare anni ai fan (a cui talvolta consegnano anche un prodotto incompleto), ciò che Toby Fox ha reso disponibile gratuitamente è nient’altro che il primo capitolo di Deltarune. Successivamente ha pubblicato un documento in cui parla di vari aspetti del titolo, ambientato in un mondo simile a Undertale, ma non lo stesso. Non è un sequel.

Dopo aver terminato questa esperienza, che ha una durata di circa 5 ore, abbiamo deciso di analizzare in questo provato le varie novità introdotte. Se avete completato Undertale, e avete un PC o Mac, vi consigliamo di interrompere ora la lettura e di vivere in prima persona l’avventura. Come accennato poco fa, Deltarune è una specie di seguito di Undertale. Scrivo “una specie” perché nonostante gli eventi prendano luogo alcuni anni dopo il finale Pacifist del predecessore, certi elementi differiscono dall’originale. Per non rovinare la sorpresa non faremo nomi, ma sappiate che ci sono certi personaggi che NON dovrebbero esserci, e altri che dovrebbero conoscere bene il protagonista ma è come se lo vedessero per la prima volta. Inoltre non vengono mai fatti cenni agli avvenimenti di Undertale, quindi potrebbe anche non esserci mai stata una guerra fra umani e mostri. Per questo è più appropriato dire che Deltarune è ambientato in un “universo parallelo”: d’altronde non è un caso che il titolo sia un anagramma di Undertale. Non è l’unica volta che Toby usa questo trucchetto: soffermandosi sui nomi dei nuovi personaggi, i fan potranno accorgersi di molte similitudini. In primis il protagonista, che ora non si chiama più Frisk, ma Kris (anagramma ma senza F), che è cresciuto e ora frequenta le superiori. Ed è proprio nella scuola che la nostra nuova avventura ha inizio. Insieme a Susie, la “bulla” della classe, veniamo mandati a prendere dei gessetti ma, una volta raggiunto lo sgabuzzino, ci accorgiamo che c’è qualcosa di strano. All’improvviso, la porta della stanza si chiude, e il pavimento sotto ai piedi dei due studenti svanisce, facendoli piombare in un nero abisso. Ci svegliamo in un luogo sinistro e misterioso, e una volta raggiunto un desolato castello facciamo la conoscenza di Ralsie (sì, anche questo è un anagramma), che ci spiega che ci troviamo nel regno delle tenebre. A causa dell’abbandono dei Lightners, l’equilibrio tra luce e oscurità è in pericolo, e con esso la stessa esistenza del mondo. Noi siamo gli eroi della profezia, e il nostro compito sarà quello di ristabilire il giusto ordine. Questa premessa, che effettivamente non sembra particolarmente originale, è comunque solo il primo strato della narrativa del titolo. In generale, la trama di Deltarune sembra avere ancor più risvolti dark rispetto al predecessore, e anche la nuova ambientazione è, quasi per definizione, molto più tetra dell’Underground.

Il protagonista non è più un bambino

Una delle peculiarità di Undertale che contribuì maggiormente al suo successo fu sicuramente la possibilità di finire il gioco senza dover uccidere nessun mostro. Non a caso una delle frasi riportate nei primi trailer del titolo era “The Friendly RPG where nobody has to die” ( l’amichevole RPG in cui non c’è bisogno che muoia nessuno). Ebbene, anche in Deltarune, comprendendo la mentalità del nemico per convincerlo a deporre le armi, è possibile avanzare senza spargimenti di sangue (o, in questo caso, di polvere). Tuttavia, almeno per questo primo capitolo, tra una partita pacifista e una “genocide” (in cui uccidi tutti i mostri) non abbiamo notato una differenza abissale come in Undertale. Ancora è presto per giudicare, ma considerando che uno dei concetti più ribaditi durante l’esperienza è “le tue scelte non contano”, questo potrebbe non essere per forza un difetto. Tra l’altro Toby ha anche dichiarato che Deltarune avrà un solo finale.

Anche nel regno dell’oscurità ci sono puzzle strampalati

Il gameplay di Deltarune è semplicemente un’evoluzione di quello del predecessore, anche se ci sembra che alcuni aspetti siano stati leggermente trascurati. Una delle differenze più importanti è ovviamente che ora controlliamo ben 3 personaggi diversi, e già questo rende gli scontri molto più strategici e interessanti. Ognuno dei guerrieri della luce ha abilità differenti: Kris può usare il comando ACT per persuadere i nemici o in alcuni casi supportare il party con dei buff, mentre Susie e Ralsei hanno rispettivamente delle potenti magie offensive e di guarigione. Per usare gli incantesimi dovremo consumare i TP, ovvero Tension Point. Questi punti possono essere ottenuti durante la battaglia usando il comando Defend, che diminuisce anche il danno ricevuto nel turno successivo, e al termine dello scontro vengono convertiti in denaro. Ma c’è anche un altro modo, più rischioso, per guadagnare in fretta TP: passare vicino ai proiettili dei nemici. Questa meccanica è stata molto probabilmente mutuata dalla “Graze” di Touhou Project. Infatti, come dichiarato dallo stesso Toby in una recente intervista insieme a ZUN, la nota serie di danmaku shooter è stata una delle principali fonti di ispirazione, insieme a Super Mario RPG, Mother e Moon (un gioco uscito solo in Giappone), di Undertale. In ogni caso, questa meccanica è una manna per i giocatori più esperti del genere shoot ‘em up, poiché spinge ad avere uno stile più aggressivo e premia chi ha il sangue freddo di rischiare. Un’altra novità piuttosto piacevole è la rimozione degli incontri casuali, infatti ora è possibile vedere i nemici prima di iniziare uno scontro, e in tal modo a volte possiamo anche evitarli.

Quando passiamo vicino ai proiettili il bordo bianco si illumina

Una delle cose che ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca di Deltarune è il fatto che, sebbene in generale i pattern di attacco dei nemici siano diventati più interessanti, non ci sia più la varietà di gameplay del capitolo precedente. Personalmente non apprezzo quando le meccaniche di un gioco sono troppo inconsistenti, ma il cambio di genere che spesso avveniva durante le bossfight di Undertale era parte integrante della narrativa del titolo, e aiutava a caratterizzare ancor meglio i personaggi. Comunque durante l’avventura dovremo risolvere vari puzzle, ma spesso questi più che un ostacolo saranno semplicemente una scusa per mostrare delle simpatiche gag tra i protagonisti. Un altro difetto è che adesso tra i comandi ACT di solito è possibile selezionare solo check e un’altra azione, che sarà quindi ovviamente quella giusta per farsi amico l’avversario. Perciò usare check per capire che tipo è il mostro che stiamo affrontando sarà piuttosto superfluo.

Vi ricorda qualcosa?

A livello estetico non c’è molto da dire e, a parte qualche leggero miglioramento, la grafica minimalista è rimasta molto simile all’originale. Comunque è davvero notevole come con pochi pixel l’autore, con l’aiuto dall’artista Tuyoki, riesca a donare una forte espressività ai propri personaggi (a parte il protagonista, ovviamente). La musica, dal gusto rétro, è come sempre di altissimo livello. Nonostante siano presenti dei remix di alcuni brani di Undertale, fortunatamente la maggior parte della colonna sonora è originale. Come nel predecessore, possiamo interagire con praticamente ogni elemento dell’ambientazione, e alcuni dettagli interessanti della trama andranno scoperti proprio in questo modo. I fan riconosceranno sicuramente tantissimi riferimenti e citazioni ad Undertale, soprattutto nella parte finale della demo. Nonostante l’ambientazione piuttosto cupa, il titolo è pieno di momenti comici molto spassosi, spesso basati sul capovolgimento di cliché triti e ritriti dei videogiochi. Anche in Deltarune la quarta parete viene più volte rotta, e alcuni messaggi presenti nell’opera sono rivolti al giocatore vero e proprio piuttosto che a Kris.

Purtroppo, nonostante questo arrivo inaspettato, Deltarune non è riuscito a essere una sorpresa continua come il suo predecessore. Ma ciò è probabilmente anche dovuto alle nostre aspettative, ed è interessante immaginarsi cosa sarebbe successo se questo titolo fosse uscito prima di Undertale. In ogni caso, di per sé il gioco è molto valido e intrigante, anche grazie alle varie novità del gameplay. Il finale di questo episodio lascia aperti molti interrogativi, e di sicuro non vediamo l’ora di scoprire di più quando verrà rilasciato il prodotto completo. Toby Fox ha dichiarato di avere già completato la stesura della storia di Deltarune, ma, visto che questo progetto è ancor più ambizioso del precedente, probabilmente dovremo aspettare ancora qualche anno per vederne la conclusione. Anche perché l’autore intende rilasciare tutti i rimanenti capitoli in una sola volta, e non episodicamente. Comunque, considerando che questa era solo la parte iniziale, abbiamo fiducia che Deltarune sarà un degno successore di Undertale. Voi che ne pensate? Avete provato questo primo capitolo?

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Source: VR News
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