Recensione Starlink: Battle for Atlas (PlayStation 4)

Parlare di un prodotto Toys-to-life non è affatto semplice: sono passati ormai numerosi anni da quando questo particolare metodo di gaming ha debuttato nel mercato odierno dei videogiochi. In principio fu Activision che, tentando l’innovativa carta dell’unione ibrida tra giocattoli e videogame, lanciò nel mercato la serie con Spyro come protagonista: Skylanders. Intuito il grande potenziale che questa meccanica di gioco poteva donare, anche altre aziende hanno provato ad entrare in questo ramo, come Disney con la saga dei “Disney Infinity” e Warner Bros con “Lego Dimension”, ma entrambe non sono riuscite ad ottenere i risultati sperati, complice, probabilmente, gli alti costi di produzione delle statuine, i prezzi non proprio contenuti e, per finire, lo scarso interesse dell’utenza. Nonostante queste premesse, Ubisoft ha deciso di investire nuovamente su questo settore proponendo una sua personalissima scommessa, Starlink: Battle for Atlas. Riuscirà a vincerla? Scopriamolo insieme con la nostra recensione.

Il lato affascinante del genere Toys-to-life risiede in una caratteristica fondamentale: l’unione tra un oggetto (in questo caso un giocattolo) ed un mezzo digitale in grado di generare un’interazione particolare. Ubisoft non ha tradito le attese ed ha svolto un eccellente lavoro per quanto concerne il livello di dettagli (impressionanti sotto ogni punto di vista) presenti nel kit d’assortimento. Il giocatore, per provare il titolo, potrà usufruire di una feature particolare: l’assemblaggio della navicella che, in presa diretta tramite un cavo usb, leggerà i cambiamenti ogni volta che si deciderà di modificare un determinato pezzo dell’astronave.

Il titolo saprà ampiamente divertirvi e, man mano che si affronteranno le varie missioni, anche la scomodità creata dall’ingombro sul joypad sparirà lentamente.

Ritroviamo gran parte dell’esperienza ludica nel montaggio dei pezzi suddiviso in varie fasi. La prima consiste nel posizionamento del grip (l’apposito supporto che servirà per montare la navicella nel vostro controller della PlayStation 4), successivamente bisognerà scegliere il pilota che vorrete utilizzare (nel nostro caso il personaggio era lo scienziato Kharl Zeon), per poi progressivamente montare gli altri pezzi mancanti. Se in un primo momento mettere tutto insieme potrà sembrare abbastanza macchinoso, specialmente per lo spazio che l’astronave prenderà al vostro joystick, il titolo saprà ampiamente divertirvi e, man mano che verranno affrontate le varie missioni, anche la scomodità creata dall’ingombro sul joypad sparirà lentamente. Per questo motivo, menzione d’onore va fatta anche al peso complessivo del mezzo che, garantiamo, non è affatto eccessivo come invece potrebbe sembrare.

Starlink

Ed ecco a voi, in tutta la sua bellezza, una delle navette Starlink montate sul controller PlayStation 4.

Se doveste riscontrare delle difficoltà nell’assemblaggio, potete stare tranquilli: nel menù iniziale del videogioco, è presente un tutorial che vi spiegherà passo per passo con semplicità come poter montare l’astronave. L’esperienza, in ogni caso, rimarrà affascinante, dato che, se si vorrà, ogni singolo elemento (l’eroe, le armi da mettere al vostro veicolo e la stessa astronave) può essere cambiato con altri pezzi in presa diretta col gioco senza interferire il gameplay. Tuttavia, nel titolo, è presente un modello di business che potrebbe far storcere il naso agli amanti del Toys-to-life e ai collezionisti. Starlink: Battle for Atlas, infatti, può essere giocato anche senza i modelli giocattolo dato che, qualora lo si desideri, il videogioco è disponibile anche per l’acquisto in formato digitale, con gran parte degli accessori reperibili, rovinando, seppur parzialmente, la filosofia iniziale collegata al gioco. Tuttavia ci sentiamo di capire la scelta di Ubisoft, che potrebbe aver intrapreso questa strada per rendere più longeva la vita del prodotto tramite appositi dlc, e così ripararsi da eventuali problemi collegati alla vendita dei modellini.

Nel gioco prenderemo i panni della coraggiosa squadra Starlink che dovrà affrontare le minacce di Grax.

La trama del gioco riguarda una galassia, il sistema Atlas, la cui popolazione è suddivisa in più razze aliene finite sotto il comando della Legione del temuto Grax. L’obiettivo di quest’ultimo è di impossessarsi del Nova, un particolare carburante che muove la nave spaziale Equinox, capitanata dal coraggioso Vincent St. Grand, uno scienziato che è riuscito a scoprire le funzioni del Nova e come produrlo. Grax, proprio a causa di ciò, attaccherà il mezzo, riuscendo a rapire il suo capitano, e sarà proprio in seguito a questo episodio che la squadra di piloti Starlink si mobiliterà per mettersi in contatto con i pianeti limitrofi e per tentare di costruire una flotta in grado di sconfiggere l’esercito e i piani del nemico. Nonostante la trama possa sembrare abbastanza banale, ci teniamo a specificare che il target a cui è rivolta l’opera videoludica riguarda un pubblico perlopiù molto giovane, e lo si intuisce dalle battute e sia dai mondi di gioco dai colori sgargianti che dai personaggi dalle sembianze, in certi frangenti, quasi cartoonesche. La longevità della modalità storia, nel complesso, non è eccessivamente lunga: in circa 12 ore è possibile terminare il gioco. Tuttavia, se si vorrà, in contemporanea si possono svolgere anche le missioni secondarie, presenti in ogni singolo pianeta, in grado di prolungare l’avventura.

Starlink

Una temibile boss fight contro un Prime

Uno degli aspetti fondamentali del prodotto è l’esplorazione dei pianeti, che ci avvicinerà a degli universi con meccaniche open-world. Se nello spazio la giocabilità si limiterà nel trovare diversi elementi come oggetti per recuperare risorse, stazioni alla deriva e talvolta dei nemici, nei pianeti la situazione sarà differente. Mentre ci avventureremo all’interno di essi, il giocatore potrà muoversi fluttuando, e ci approcceremo a un gameplay simile a quello di uno shooter in terza persona. Le armi a disposizione saranno due e ognuna avrà delle caratteristiche differenti che consigliamo di sfruttare a seconda del tipo di debolezze dei nemici che ci si ritroverà davanti. Il gioco prevede anche una fase ruolistica in cui potremo migliorare alcune feature non solo della navetta, ma anche del personaggio che, man mano che si svolgeranno le missioni, acquisirà dell’esperienza in grado di farlo crescere di livello. Per aumentare la longevità, Ubisoft ha voluto inserire anche delle meccaniche strategiche; con la guerra spaziale in atto, in cui si affrontano le due già citate fazioni avverse per la pace o il dominio di Atlas, per ogni sistema conquistato, il giocatore dovrà rafforzare costantemente gli avamposti di quel pianeta, per assicurarsi risorse e materie prime da utilizzare per rafforzare anche la base principale dell’Equinox. Contemporaneamente a tutto ciò, bisognerà monitorare la situazione dei pianeti, dato che il battaglione rivale potrebbe insorgere e rovinare lo scambio delle risorse ricorrendo ai temuti Prime, dei mostri dalle grosse dimensioni che traggono nutrimento da degli estrattori che dovranno essere distrutti il prima possibile per poi, successivamente, approfittare della situazione e indebolire queste creature. Questa attività difensiva tenderà a ripetersi più volte e, per questo, risultare leggermente pesante al giocatore.

In conclusione Starlink: Battle for Atlas è un titolo che, nella sua versione PlayStation 4, offre degli ottimi mondi open world dall’impatto visivo affascinate ma che, tuttavia, in alcuni frangenti di gioco, tende a soffrire di una certa ripetitività.

Recensione Starlink: Battle for Atlas (PlayStation 4)
8.3Punteggio totale

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Source: VR News
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