Recensione AMD Ryzen 7 2700: potenzialità nascoste

Ad oggi, i processori AMD Ryzen di seconda generazione sembrano un successo annunciato. AMD è riuscita a confermare le aspettative create da mesi di indiscrezioni portando sul mercato quattro CPU adatte al calcolo parallelo, più convenienti della concorrenza, e con una confezione completata da accessori di qualità. Nella recensione a Ryzen 7 2700X abbiamo visto come la tecnologia XFR2 riesca a tenere alta la frequenza di clock in automatico, senza l’intervento dell’utente. Quella CPU arriva con un dissipatore Wraith Prism RGB molto valido, ed ha un prezzo di vendita già oggetto di sconti e promozioni. Il test a Ryzen 5 2600X ci ha confermato l’incremento rispetto a Ryzen 5 1600X, uno dei modelli più venduti e apprezzati della prima serie. Per circa 200 euro, cento in meno del Core i7-8700K, si ha un processore che può essere portato a 4.2 GHz su tutti e sei i core senza complicazioni.


Ora tocca a Ryzen 7 2700 ed al suo particolare TDP di 65 watt. Particolare perché così basso su un octa core da farne un prodotto adatto ai PC mini-ITX e ai sistemi All-in-One. Particolare perché flessibile al punto da raddoppiare i consumi con un overclock stabile. Ryzen 7 2700 parte da una posizione di svantaggio rispetto al 2700X: il suo prezzo di vendita è troppo vicino al top di gamma, tanto che, per soli 30 dollari, e con un dissipatore Wraith Spire anziché Wraith Prism, ha poco senso consigliarlo. Ma non è un suo limite, più una scelta commerciale di AMD.


Ryzen 5 2600 Ryzen 5 2600X Ryzen 7 2700 Ryzen 7 2700X

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Source: Hardware

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