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22/05/2018

Google AR VR: la realtà aumentata Migliore di tutto


      Come ogni anno, Google non ha perso tempo per dare prova della propria intraprendenza. Alla conferenza per sviluppatori, l’ormai arcinota I/O, la compagnia californiana ha svelato una serie di progetti via via sempre più sbalorditivi, seguendo una visione avveniristica che sta mirando a rinnovare persino i dispositivi dei consumatori. Parliamo di incredibili passi avanti nell’ambito dell’intelligenza artificiale, dove sono stati registrati dei progressi con le “auto intelligenti“, in grado di guidare in autonomia, ma anche di collaborazioni con personaggi famosi per animare le voci dell’Assistente GoogleTuttavia, dove ha realmente brillato è all’interno della realtà aumentata. Alla luce degli annunci su nuove funzionalità migliorate, sia per applicazioni già esistenti che per nuove esperienze, il coinvolgimento della compagnia californiana in questo settore è stato tale da cambiare il titolo ufficiale di Google VR in Google AR & VR. La prima novità ad alzare il sipario sul palco della realtà aumentata è stata un’anteprima sull’integrazione dell’AR all’interno di Google Maps; presto saremo in grado di immergerci in prima persona nella modalità Street View e, grazie anche a una visione raffinata di tutti i luoghi a noi poco noti, saremo perfino guidati al meglio attraverso delle notifiche a schermo che ci forniranno le indicazioni di cui abbiamo bisogno. In caso volessimo una guida più gradevole all’occhio e divertente, avremo accesso, a nostro piacimento, a una piccola volpe animata in AR che potremo seguire per raggiungere la nostra destinazione. Google Lens, invece, riceverà alcuni aggiornamenti dedicati alla realtà aumentata, integrando direttamente le nuove caratteristiche nell’applicazione della Fotocamera. Un metodo che si allontana finalmente dal sistema di Google Foto, ma c’è dell’altro. Non a caso, arriveranno anche delle modalità come Style Match: funzione che scansiona e identifica vari oggetti del mondo attorno a noi, dandoci informazioni aggiuntive, consigli in tempo reale e il rilevamento intelligente del testo, consentendoci di copiare e incollare il testo catturato in un’immagine digitale. E non finisce qui: la compagnia ha difatti introdotto il machine learning e l’integrazione con il cloud, che consentirà a Lens di modificare altri media reali; insomma, perfino un poster di un concerto potrà prendere vita, mostrandoci direttamente dei video musicali pertinenti all’artista. Le imminenti funzionalità di Lens saranno disponibili già dalle prossime settimane. All’appello non sono nemmeno mancate le applicazioni originali in realtà aumentata: oltre al Sandbox di Google, infatti, sono stati presentati diversi progetti che racchiuderanno svariati ambiti; dai giochi all’arte. Google AR Lightboard è un gioco multiplayer in realtà aumentata che ha saputo dimostrare la capacità di Google di offrire delle esperienze condivise, mettendo i giocatori uno contro l’altro in un titolo in cui vengono lanciate delle palline, richiamando inoltre lo stile della birra pong. Tuttavia, la parte più impressionante è stata la dimostrazione di come un telefono Android con tecnologia ARCore si sia potuto scontrare con l’ARKit di un iPhone, dal momento che è molto raro vedere API che consentono la compatibilità incrociata tra i fornitori di AR. L’azienda, inoltre, ha presentato alcune opere d’arte aumentate in grado di estendersi dal pavimento fino al soffitto delle esposizioni, mostrando ancora una volta le impressionanti prestazioni di tracciamento di ARCore e l’impatto che potrebbe avere in campo creativo. Ultima, ma non per importanza, è l’implementazione di Chrome per Lenovo Mirage Solo, visore lanciato proprio la scorsa settimana. Durante l’I/O, gli sviluppatori sono stati aggiornati sullo stato di WebXR, il successore di WebVR che porterà, in aggiunta, l’esperienza della realtà aumentata attraverso il web browser. Il nuovo Chrome, al momento assente dagli store di Daydream, è ancora in fase di elaborazione e il team di sviluppo sta lavorando senza sosta per renderlo disponibile il prima possibile. In definitiva, sono tutte ottime notizie che rappresentano l’apertura di una finestra su nuovi contenuti cruciali per i dispositivi targati Daydream. E questo è solo il primo giorno al Google I/O! Vista l’enormità degli argomenti trattati, ricchi di rivelazioni elettrizzanti, non possiamo che aspettarci altre sorprese nelle prossime 48 ore.

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