Qualcomm ancora non è riuscita a comprare NXP, e il tempo sta per scadere

Il governo degli Stati Uniti ha decisamente messo la parola "fine" alla complessa storia del tentativo di acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcom, ma è rimasta ancora una sottotrama in sospeso: l'acquisizione di NXP da parte di Qualcomm.

Anche questa storia è piuttosto intricata. Il primo accordo di acquisizione risale al 2016. Sembrava un affare come tanti: Qualcomm avrebbe sborsato ben 39 miliardi e sarebbe diventata proprietaria della società specializzata in chip IoT. Come tutte le acquisizioni di un certo calibro, è necessario ottenere il nulla osta da parte di svariati antitrust in giro per il mondo: Qualcomm li aveva ottenuti tutti tranne uno, quello della Cina. E così l'affare si è arenato.

Avanti veloce a fine 2017, quando Broadcom annuncia il tentativo di acquisizione ostile (nell'ambiente si definisce "ostile" quando si offre di comprare un'azienda che non ha manifestato intenzione di farsi comprare) di Qualcomm. Le cifre in ballo sono da capogiro, ma la dirigenza Qualcomm ritiene che non siano sufficienti. Si innesca così un botta e risposta di manovre, incontri accuse, controaccuse, indagini delle autorità statunitensi che temono addirittura per la sicurezza nazionale... E, infine, la mesta rassegnazione di Broadcom dopo l'alt della Casa Bianca.


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Source: Hardware
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