Criptovalute: anche le CPU potrebbero entrare nel business del mining

Dopo aver letteralmente prosciugato le scorte di schede grafiche a livello globale, i miner di criptovalute potrebbero a breve concentrare la loro attenzione anche sui processori high-end di ultima generazione; questo è quanto emerge da un report di hardocp.com che si è concentrata sul comportamento e sull'efficienza di un processore Ryzen ThreadRipper in ambito mining. Il 2017 è stato sicuramente l'anno del boom per le criptovalute che, oltre ad aver prodotto effetti di carattere socioeconomico, hanno condizionato in modo importante il mercato dei componenti hardware, a partire da quello delle schede grafiche.

Il reporto di hardocp.com prende in esame un AMD Ryzen ThreadRipper 1950X, CPU a 16 core con supporto SMT (32 thread) e TDP di 180W. A quanto pare, la soluzione AMD risulta molto efficiente ed è in grado di fornire un hash rate di 1483 H/s con un consumo di sistema di circa 246W. Ryzen Threadripper 1950X dimostra quindi un ottimo comportamento in questo tipo di applicativi; basta pensare che il chip consuma circa 350W sotto stress-test Prime95, mentre in ambito mining riesce a mantenersi sui 160W.

Un sistema con Ryzen ThreadRipper 1950X e una GeForce GTX 1080 Ti offrirebbe un hash rate di 2005 H/s con un consumo di 335 Watt. Per il test è stato adoperato la criptovaluta Monero (XMR) con algoritmo CryptoNight e, stando ai calcoli, sembra che la sola CPU permetta di rientrare nelle spese entro un anno.


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Source: Hardware
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