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25/02/2018

Schede Video: scorte scarse e prezzi alti per il mining. Nvidia interviene


  Le cronache degli ultimi mesi hanno evidenziato un fenomeno piuttosto preoccupante per i videogiocatori che hanno in programma di sostituire la propria scheda video, ovvero l'innalzamento dei prezzi determinato dall'impiego di tali componenti non per il gaming, quanto piuttosto per il mining delle criptovalute. Individuata una richiesta elevata, e preso atto della rapidità con cui le scorte si esauriscono, i rivenditori hanno fatto lievitare oltre misura i prezzi delle GPU: per avere alcuni parametri di riferimento la Radeon RX Vega 64 ha superato i 2000 dollari, mentre la Geforce GTX 1080ti oltre 1600.
NVIDIA non accetta l'attuale andamento del mercato e prepara opportune contromisure che si snodano partendo da un principio di base: le schede video devono essere vendute in primo luogo ai videogiocatori e non ai miner. In una dichiarazione rilasciata al sito ComputerBase.de, l'azienda sottolinea:
Per NVIDIA, i giocatori vengono prima di tutto. Tutte le attività legata alla nostra linea di prodotti GeForce sono indirizzate al nostro target principale. Per assicurare che i giocatori GeForce possano continuare a contare su una buona disponibilità nella situazione attuale, consigliamo ai nostri partner per la vendita di adottare misure appropriate per soddisfare le esigenze dei giocatori, come di consueto.
In questo passaggio NVIDIA rivolge un invito ai rivenditori di adottare misure per prevenire le scarsità di scorte, tra cui anche un limite delle unità vendute pari a due per utente. Tuttavia, si tratta di un semplice suggerimento che i singoli rivenditori sono liberi di adottare o meno. Misure analoghe potrebbero essere però adottate da NVIDIA per quanto riguarda la vendita delle sue schede video tramite il sito ufficiale. In tal modo, quanto meno le unità commercializzate tramite tale canale distributivo, andranno nelle mani dei videogiocatori o, comunque, di chi le utilizzerà in quantità tali da non determinare drastici cali di scorte. Non si tratta di una misura del tutto risolutiva del problema, ma una testimonianza del fatto che le stesse aziende produttrici di schede video ne stanno prendendo consapevolezza e sono al lavoro per trovare soluzioni.
Source: Hardware

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