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24/04/2018

Italia sempre più colpita dai malware a dicembre | Check Point


Check Point ha pubblicato il consueto rapporto periodico sulle principali minacce alla sicurezza dei sistemi informatici, aggiornato al mese di dicembre 2017. L'Italia, purtroppo, scala un'ulteriore posizione nella classifica dei Paesi più colpiti dai malware stilata dalla società di cybersicurezza: si trova ora al 75esimo posto (74esimo a novembre). La responsabilità è da attribuire in larga misura ai malware creati per il mining di criptovalute. Nello specifico, i malware più diffusi in Italia nel periodo di osservazione sono stati:
  1. Coinhive: è uno script che usa la CPU degli utenti online per il mining della criptovaluta Monero
  2. Cryptoloot: sfrutta la potenza di calcolo di CPU e GPU della vittima per il mining di critpovalute
  3. Globeimposter: ransomware, variante del ransomware Globe
Coinhive, lo script che usa la CPU degli utenti online per il mining della criptovaluta Monero, è stato il malware più diffuso sia in Italia, sia a livello mondiale a dicembre.
Il quadro non è più roseo a livello mondiale: Check Point stima che il fenomeno del
mining delle criptovalute ha colpito il 55 per cento delle organizzazioni a livello globale nel mese di dicembre, con dieci diverse varianti nella Top 100 dei malware del mese e ben due varianti tra le prime tre posizioni.
Check Point, inoltre, riconferma un fenomeno di cui si è abbastanza discusso nelle settimane scorse, ovvero la constatazione che i miner di critpovalute sono stati volontariamente inseriti in alcuni noti siti web che offrono servizi di streaming multimediale e condivisione di file, all'insaputa degli utenti. L'azienda non entra nel merito delle responsabilità attribuibili o meno ai gestori del sito, ricordando che si tratta di siti hackerabili da parte di chi intende sfruttare le risorse degli utenti per l'attività di mining. A livello globale la classifica di dicembre dei malware più diffusi prevede:
  1. Coinhive, in ascesa e scalza RoghTed
  2. Rig ek: stabile in seconda posizione, diffonde exploit per Flash, Java, Silverlight e Internet Explorer
  3. Cryptoloot, in ascesa
Il rapporto di Check Point si conclude con i malware per dispositivi mobili più diffusi a dicembre. La piattaforma Android è nuovamente quella presa maggiormente di mira dai malintenzionati.
  1. Triada, è un malware modulare per Android: porta a segno l'attacco tramite una backdoor che assegna privilegi di root ai malware scaricati. E' stato identificato come URL di tipo spoofing (utilizza in vari modi la falsificazione dell'identità)
  2. Lokibottrojan bancario che colpisce i dispositivi Android, ruba informazioni e si può trasformare in ransomware che blocca lo smartphone e rimuove i privilegi di amministratore
  3. Lotoorhack tool che sfrutta le vulnerabilità di Android per ottenere i privilegi di root

Source: Hardware

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