Batterie Li-ion, nuova tecnica contro l’invecchiamento chimico

Le future batterie agli ioni di litio potrebbero essere costruite in modo tale che sarà possibile ripristinarne la capacità fino al 95 per cento, se l'intuizione del professor Rachid Yazami si rivelerà efficace. Sarebbe un'autentica rivoluzione per il mondo degli smartphone, ancor di più per quello delle auto elettriche - e un grande passo in avanti a livello ecologico. Yazami, che ha 64 anni e insegna alla Nanyang Technological University di Singapore, ha affrontato il problema del progressivo invecchiamento delle batterie da un'angolazione diversa: invece che alterare la struttura chimica, ha aggiunto un terzo elettrodo al di sopra dei due poli di una batteria Li-ion tradizionale; questo elettrodo è in grado di drenare dai poli tradizionali gli ioni di litio residui, che si accumulano lentamente ma inesorabilmente man mano che queste vengono ricaricate. Maggiore è la quantità di ioni di litio residui, maggiore è la perdita di capacità. L'intero processo di pulizia non dura più di dieci ore; dopodiché, la vecchia batteria è quasi come nuova - i test evidenziano un ripristino della capacità pari al 95 per cento di quella originaria. Si sa, in questo campo di tecnologie potenzialmente rivoluzionarie ne escono fin troppe, ma nella realtà la situazione sembra non cambiare mai. Questa è interessante perché, non alterando la struttura chimica della batteria, potrebbe essere implementata con relativa facilità; anzi, un prototipo di batteria per smartphone è già stato costruito, lo scorso giugno. Sono già diverse le aziende che hanno espresso interesse per il lavoro di Yazami, tra cui Samsung e Apple e altre specializzate proprio nella produzione di batterie, quando Yazami ha presentato la propria invenzione all'ultima edizione dell'International Battery Seminar, che si è tenuto lo scorso marzo negli USA. Speriamo, almeno questa volta, che non rimanga solo sulla carta. Source: Hardware
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