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25/02/2018

Realizzato in Australia il primo chip che converte la luce in suono


Due giorni fa, la famosa rivista di divulgazione scientifica Nature ha pubblicato in Rete l'articolo di un team di ricercatori australiani che è riuscito in un'impresa molto importante: per la prima volta nella storia, la luce è stata trasformata in un suono dentro a un microchip.

I computer basati su chip fotonici promettono, in teoria, grandissimi vantaggi rispetto a quelli tradizionali: temperature di esercizio nettamente inferiori, velocità operative molto più alte e meno consumo di energia. Il tutto usando la tecnologia già ben rodata dei cavi a fibra ottica. Il problema è che i fotoni sono estremamente veloci, e per riuscire a sfruttarli in un processore è necessario in qualche modo rallentarli. In alcune circostanze è fondamentale disporre di più input allo stesso momento, e ciò vuol dire che uno o più di essi devono essere tenuti "in standby" fino a che non arrivano gli altri.

Qui entra in gioco il suono, che è molto più lento della luce. Entrambi si muovono come onde: la luce è una radiazione, che può viaggiare anche nel vuoto, mentre il suono è una vibrazione, che nel vuoto non si propaga (saprete tutti che nello spazio non si sente niente, anche se gli X-Wing di Guerre Stellari sembrano indicare il contrario). La conversione da luce a suono non è un'idea nuova, di per sé: è il principio che fa funzionare le radio, tra l'altro.


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Source: Hardware

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