La realtà aumentata passa anche dall'audio, parola di Niantic

Il grande successo di Pokémon Go non implica che Niantic intenda fermarsi. Nel corso di un intervento ospitato da TechCrunch a San Francisco, il Chief Technology Officer (CTO) Phil Keslin (foto in apertura) ha spiegato uno dei problemi principali dell'AR: la gente che gira per strada puntando lo smartphone alle cose si sente un po' ridicola, e chi guarda i giocatori è fondamentalmente della stessa idea - se non peggiore. In Pokémon Go ciò accade di rado - solo per condividere un incontro con un Pokémon. Sembra un gesto naturale perché è analogo a quello di scattare una fotografia.

Tuttavia, l'audio permette di camuffare il gioco ancora di più. Tutti, continua Keslin, circolano costantemente con gli auricolari nelle orecchie. Nessuno può capire se stanno seguendo gli indizi di un gioco AR o semplicemente ascoltando la loro musica preferita. Niantic ha spiegato di aver già fatto esperimenti su questo particolare sistema di interfaccia già ai tempi di Ingress, il gioco sviluppato in collaborazione con Google che è stato il precursore di Pokémon Go stesso. Tra le funzionalità provate, le indicazioni su quali località visitare, oppure chiamate dal telefono quando si arrivava in prossimità di un waypoint per ottenere un nuovo indizio.

Queste funzionalità potrebbero comparire nel prossimo gioco di Niantic, su cui naturalmente Keslin ha mantenuto il massimo riserbo. Ma ha fatto capire in modo inequivocabile che Niantic non vuole limitarsi a recitare il ruolo di "meteora" nel mondo dei videogiochi. E forse non ci vorrà nemmeno così tanto per saperne di più: "forse" si potrà giocare già dall'anno prossimo.


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Source: Game News
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