Lenovo: il caso Superfish le costerà 3.5 milioni di dollari

Lenovo è tristemente passata agli onori della cronaca nel 2015 per quello che è stato identificato a livello mediatico come il ''caso Superfish". Superfish è lo sviluppatore di VisualDiscovery, un adware precaricato in numerosi portatili a marchio Lenovo. L'adware aveva generato molta preoccupazione sotto il profilo della sicurezza, visto che era facilmente sfruttabile dagli hacker per mettere a segno attacchi di tipo man-in-the-middle (ovvero quelli che, per semplificare, permettono a terzi di spiare i dati degli utenti).

Il polverone mediatico si è dissolto nel corso del tempo, anche grazie ai provvedimenti messi in campo dal produttore per rimuovere l'adware. La vicenda ha comunque danneggiato non poco l'immagine del brand ed è proseguita presso la FTC (Federal Trade Commission) statunitense che nella giornata di ieri è arrivata ad una accordo con Lenovo. La diatriba si chiude in primo luogo con l'obbligo del produttore di versare la somma di 3.5 milioni di dollari a una colazione di 35 stati americani, per porre fine alle preoccupazioni legate all'utilizzo di tali bloatware.

Ma c'è anche un'altra serie di obblighi che Lenovo sarà chiamata a rispettare, come sottolinea la FTC. In primo luogo quelli relativi alla corretta comunicazione all'utente finale della natura del software precaricato:


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Source: Hardware
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