Huawei trucca i benchmark, rimossi 4 smartphone da 3DMark

Diversi smartphone Huawei sono stati sorpresi ad alterare i risultati dei benchmark per risultare più performanti di quanto in realtà sono. Il rapporto al riguardo arriva dal famoso sito di tecnologia Anandtech, che ha evidenziato come alcuni dispositivi di questa casa produttrice giochino sporco attraverso dei test. Grazie agli esami effettuati è risultato che i terminali riescono ad aumentare le loro prestazioni di proposito quando riconoscono che sta iniziando un test su un’app di benchmark.

Scaldando di più nel lungo termine, riescono a rendere fino al 50% meglio nei test in alcuni ambiti e quindi a ottenere un punteggio molto più alto. La cosa è stata verificata con Huawei Mate 10 che pur avendo lo stesso SoC Kirin 970 di P20 e P20 Pro è risultato molto migliore sui benchmark, e sul nuovo Honor Play. L’azienda cinese ha giustificato il fatto dichiarando che ormai fare ciò è diventato una pratica comune in Cina, per questo ha avuto bisogno di adattarsi al fine di non risultare inferiore. Ha però confermato che in futuro sarà più trasparente, lasciando intendere che non utilizzerà più queste manipolazioni per promuovere i propri terminali.

La vicenda però sembra aver lasciato interdetta una piattaforma di benchmark: 3DMark. Posseduta dall’azienda UL, questa piattaforma ha rimosso 4 smartphone dell’azienda dai suoi database: Huawei P20 Pro, Nova 3, Honor Play e P20, per aver violato il regolamento attivando una sorta di modalità prestazioni che aumenta le performance durante i test. Nel frattempo pare che Huawei sia intenzionata a dare la possibilità agli utenti di attivare questa modalità autonomamente per migliorare le prestazioni quando vogliono e non solo sui benchmark.

fonte: UL Benchmark

Source: Hardware
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