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20/01/2018

Wannacry, scoperta finalmente l’origine del ransomware più discusso del 2017


Wannacry, il “ransomware del 2017”, nonché uno degli attacchi cybernetici su scala globale capace di mietere più vittime durante l’anno, ha finalmente un’origine certa, secondo gli Stati Uniti. Dopo essere stato latitante e senza “patria” per tanti mesi, la Casa Bianca l’ha localizzato, puntando il dito verso la Corea del Nord, colpevole di aver dato vita ad una delle minacce digitali capaci di compromettere seriamente sia la security dei singoli utenti che equilibri internazionali.

La news proviene direttamente dal Wall Street Journal, in un articolo del security advisor statunitense Tom Bossert, che traccia l’origine degli attacchi WannaCry dello scorso Maggio (periodo in cui il ransomware ha fatto spiccare la sua attività ai massimi livelli) fino al lontano Oriente. La constatazione di Bossert è molto simile alle conclusioni raggiunte dalla NSA nel mese di Giugno, così come dall’intelligence britannica in Ottobre: l’origine degli attacchi del ransomware trova le sue radici in Nord Corea.

WannaCry è riuscito ad impattare oltre 2300000 sistemi in 150 diversi paesi durante il suo lungo raggio di attività, facendo leva su strumenti digitali quali EternalBlue (exploit di proprietà della NSA) e Double Pulsar, altro tool della National Security Agency in grado di lasciare i sistemi aperti ad attacchi remoti. Fortunatamente, a distanza di alcuni mesi è stata scoperta una patch per il ransomware applicata da diversi utenti con successo, tuttavia non è basso il numero di utenti che si sono lasciati raggirare corrispondendo un riscatto in Bitcoin, per non vedere più comunque i propri file restituiti.

La conclusione degli USA in merito a WannaCry si può comunque riassumere in un rafforzamento continuo della cyber vigilanza internazionale, in modo da prevenire attacchi malware e ransomware di natura particolarmente pericolosa: la Corea del Nord si renderà protagonista di altre minacce da remoto?

via

Source: Hardware

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